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Riferimento

Glossario

Le parole del mestiere che questo sito usa, dall’interlinea e le vedove al ruby e ai Web Worker, ognuna spiegata in una frase o due. Le abbreviazioni sono elencate alla fine con il loro significato.

Composizione e pagina

Abbondanza
La parte della grafica che va oltre il bordo di taglio, qualche millimetro fuori dalla pagina, perché non compaia un filo bianco se il taglio è un po’ spostato.
Algoritmo di Knuth–Plass
Il metodo di divisione in righe del sistema di composizione TeX. Valuta ogni possibile insieme di a capo di un paragrafo e sceglie quello con la spaziatura più uniforme, mentre un browser riempie una riga alla volta.
Allineamento a sinistra (a bandiera)
Testo allineato solo a sinistra, con righe di lunghezza irregolare a destra. Lo spazio tra le parole resta costante.
Apertura di capitolo
La prima pagina progettata di un capitolo o di una parte, con il suo numero, il titolo e spesso una fascia di colore o un’immagine.
Apparati finali
Le pagine che seguono il testo principale: appendici, note, glossario, bibliografia, indice analitico.
Badness e demeriti
I punteggi che Knuth–Plass assegna a una riga: la badness cresce quanto più i suoi spazi vengono allargati o compressi, e i demeriti aggiungono il costo delle sillabazioni e delle righe vicine di spaziatura disuguale. Vince il paragrafo con il totale più basso.
Bilanciamento delle colonne
Far terminare le colonne di una pagina alla stessa altezza, di solito nell’ultima pagina di un capitolo, spostando righe dall’una all’altra o regolando le spaziature.
Box, glue e penalità
Il modello su cui lavora Knuth–Plass. I box sono parole o lettere di larghezza fissa, la glue è lo spazio che può allargarsi o restringersi, e le penalità segnano i punti in cui un a capo è ammesso a un certo costo, come in corrispondenza di un trattino.
Campione di colore
Colore con un nome nella tavolozza di un progetto grafico, riusato da titoli, filetti e riquadri, così una modifica in un punto li raggiunge tutti.
Capolettera
Grande iniziale all’inizio di un paragrafo, che scende per più righe del testo accanto.
Carattere e font
Il carattere è il disegno (Garamond); un font ne è un file o uno stile (Garamond Italic).
Citazione in evidenza
Frase del testo ripetuta in corpo grande all’interno della pagina per attirare l’occhio, frequente nelle riviste.
Colophon
Breve nota, di solito alla fine di un libro, su come è stato realizzato: i caratteri, la carta, lo stampatore.
Colore spot e stampa a un colore
Un colore spot (tinta piatta) è un inchiostro già miscelato e stampato da solo. Un libro a un colore stampa tutto con un solo inchiostro di questo tipo, con retinature più chiare per i grigi.
Crenatura
Regolazione dello spazio tra due lettere precise, come A e V, perché la coppia appaia spaziata come il resto del testo (kerning in inglese). I valori li fornisce il font.
Didascalia
Il testo che accompagna una figura o una tabella, di solito con il suo numero: Figura 3, Tabella 2.
Divisione in righe greedy
Riempire ogni riga con tutte le parole che ci stanno prima di passare alla successiva, senza guardare avanti. È ciò che fa il CSS, e lascia alcune righe molto più larghe di altre.
Doppia pagina
Due pagine affiancate viste insieme, un verso e un recto. I grafici progettano un libro doppia pagina per doppia pagina.
Elemento flottante
Figura, tabella o riquadro che l’impaginazione può spostare dal suo punto nel testo, in cima o in fondo a una colonna o a una pagina, dove c’è posto.
Em
Unità pari al corpo del carattere: in corpo 10 pt, un em misura 10 pt. In composizione le spaziature si danno spesso in em o in frazioni di em.
En
Metà di un em. Il trattino medio (–) è largo all’incirca così.
Epigrafe
Breve citazione posta all’inizio di un libro o di un capitolo, con la sua fonte.
Filetto
Linea stampata, come quella sottile tra le colonne o sotto una testatina.
Firma
La riga che indica l’autore di un articolo, o di un capitolo in un volume collettivo.
Folio
Il numero di pagina stampato. Un folio al piede si colloca in fondo alla pagina.
Formato rifilato
Le dimensioni finali di una pagina stampata dopo il taglio, come 140 × 210 mm.
Gabbia del testo
La parte della pagina che accoglie il testo, all’interno dei margini. Testatine e folio di solito stanno al di fuori.
Giustezza
La lunghezza di una riga di testo, cioè la larghezza della colonna. Una lettura comoda richiede da 45 a 75 caratteri circa.
Giustificazione
Composizione in cui ogni riga piena raggiunge sia il margine sinistro sia quello destro della colonna, regolando gli spazi all’interno della riga.
Glifo
Una singola forma disegnata in un font. Una lettera può avere più glifi (una legatura, un maiuscoletto, una forma verticale).
Glossa
Breve spiegazione di una parola o di un verso, stampata a margine, tra le righe o in nota, come nei classici commentati.
Griglia della linea di base
Serie di linee orizzontali equidistanti su cui poggia ogni riga del testo corrente, perché le righe delle colonne vicine e delle pagine affiancate restino allineate.
Indice analitico
L’elenco alfabetico degli argomenti alla fine di un libro, ciascuno con le pagine in cui compare.
Intercolonna
Lo spazio tra due colonne di testo. Alcuni tipografi chiamano gutter, in inglese, anche il margine interno verso la rilegatura.
Interlinea
Distanza tra la linea di base di una riga e quella della riga successiva. Il termine inglese leading viene dalle strisce di piombo che i compositori inserivano tra le righe dei caratteri mobili.
Legatura
Due o più lettere disegnate come un solo glifo, come fi o ff, per evitare collisioni sgradevoli.
Linea di base
La linea invisibile su cui poggiano le lettere. I discendenti, come la gamba della p, scendono al di sotto.
Maiuscoletto
Lettere maiuscole disegnate all’incirca all’altezza delle minuscole, usate per sigle e testatine perché non gridino.
Margini speculari
Margini che si scambiano di lato tra pagine sinistre e destre, così il margine interno sta sempre dalla parte della rilegatura.
Nota a piè di pagina
Nota stampata in fondo alla colonna o alla pagina in cui è richiamata, collegata al testo da un numero o da un segno in apice.
Occhiello
Breve riga posta sopra un titolo, come «Capitolo 3» o il nome di una sezione, in maiuscole più piccole o spaziate.
Orfana
In Postext, l’ultima riga o le ultime righe di un paragrafo portate da sole in cima alla colonna o alla pagina successiva. I tipografi non concordano sul nome; la regola riguarda le righe rimaste isolate da un cambio di colonna.
Pagine preliminari
Le pagine che precedono il testo principale: frontespizio, pagina del copyright, dedica, indice, prefazione. Spesso sono numerate in cifre romane.
Punto e pica
Unità tipografiche. Un punto vale 1/72 di pollice (circa 0,35 mm); una pica vale 12 punti.
Recto
La pagina destra di un libro aperto che si legge da sinistra a destra, sempre di numero dispari. Tradizionalmente i capitoli si aprono su un recto.
Riga finale troppo corta
Ultima riga di un paragrafo che contiene solo una parola o una parte di parola (runt in inglese). Postext la penalizza e, quando può, compone il paragrafo con una riga in meno.
Rimando
Riferimento a un altro punto dello stesso libro, come «vedi figura 4» o «pagina 12», che resta corretto quando l’impaginazione cambia.
Riquadro
Passaggio incorniciato e separato dal testo corrente, come una nota, un avviso o un box di approfondimento. Postext li scrive con la direttiva :::callout.
Segnatura
Grande foglio stampato con più pagine e piegato a formare un fascicolo, per esempio di 16 pagine. I libri si cuciono segnatura per segnatura.
Segni di taglio
Linee sottili stampate fuori dagli angoli della pagina, che indicano allo stampatore dove tagliare.
Sillabazione
Divisione di una parola a fine riga, con un trattino, in un punto che la lingua consente. Postext trova questi punti con i pattern di TeX propri di ogni lingua.
Spaziatura tra le parole
Larghezza degli spazi che separano le parole. Una riga giustificata li allarga o li stringe entro i limiti fissati nella configurazione.
Spaziatura tra lettere
Spazio aggiunto o tolto tra tutte le lettere di una riga o di una parola (tracking in inglese). Postext la misura in millesimi di em e la usa con moderazione, dopo lo spazio tra le parole.
Tenere unito
Regola per cui un blocco, come un titolo con le sue prime righe o un riquadro breve, non deve essere diviso tra colonne o pagine.
Testatina
Riga ripetuta in cima a ogni pagina, di solito il titolo del libro o del capitolo, che dice al lettore dove si trova.
Trattino facoltativo
Segno invisibile all’interno di una parola che indica dove può essere divisa (soft hyphen). Si stampa come trattino solo se la riga va davvero a capo in quel punto.
Trattino medio e trattino lungo
Il trattino medio (–) unisce gli estremi di un intervallo, come in 1914–1918; il trattino lungo (—) isola un inciso in inglese. Nessuno dei due è un trattino d’unione.
Vedova
In Postext, la prima riga o le prime righe di un paragrafo lasciate sole in fondo a una colonna o a una pagina, con il resto del paragrafo nella successiva.
Verso
La pagina sinistra di un libro aperto che si legge da sinistra a destra, sempre di numero pari. In un libro rilegato a destra, come molti libri cinesi in scrittura verticale, i lati si invertono.

Impaginazione cinese

A larghezza piena全角
Che occupa un’intera cella di un em, come un carattere han. La punteggiatura cinese e le cifre a larghezza piena (12) lo sono; le lettere latine no.
Caratteri han汉字
I caratteri cinesi (hanzi), usati anche in giapponese e, in passato, in coreano. Ognuno occupa una cella quadrata larga un em.
clreq中文排版需求
Requirements for Chinese Text Layout, il documento del W3C che descrive come si compone il testo cinese. La documentazione di Postext lo cita per sezione.
Corpi cinesi字号
Dimensioni di carattere con un nome, in uso in Cina: 五号 vale 10,5 pt, il corpo abituale dei libri; 小五 vale 9 pt; 四号 vale 14 pt.
Fascia栏
Nella scrittura verticale, una delle bande orizzontali in cui è divisa la pagina, l’equivalente verticale di una colonna.
Griglia dei caratteri字格
Il modo cinese di definire la gabbia del testo: tanti caratteri per riga e tante righe per pagina, ogni carattere su una cella quadrata.
Larghezza e compressione della punteggiatura标点挤压
Un segno cinese è fatto di mezzo em di glifo e mezzo em di bianco. La compressione toglie parte di quel bianco, per esempio dove due segni si incontrano, così 。」 occupa un em e mezzo invece di due.
Pinyin拼音
La romanizzazione ufficiale del mandarino, con i segni dei toni: hóng lóu.
Punteggiatura sporgente标点悬挂
Lasciare che una virgola o un punto che non ci sta si collochi appena oltre la fine della riga, invece di mandare a capo un carattere.
Punti di enfasi着重号
Punti posti sotto ogni carattere (accanto, nel testo verticale) per mettere in risalto un’espressione. Il cinese li usa dove il testo latino usa il corsivo.
Regole di inizio e fine riga避头尾
Le regole che tengono certi segni lontani dall’inizio di una riga (una virgola, una parentesi di chiusura) e altri dalla fine (una parentesi di apertura). In giapponese si chiamano kinsoku.
Rilegatura a destra右装
Libro rilegato sul bordo destro, che si apre da quella che un lettore occidentale considera la fine. Così sono rilegati i libri cinesi e giapponesi in scrittura verticale e i libri arabi.
Ruby注音
Piccolo testo posto sopra o accanto ai caratteri per indicarne la lettura, come il pinyin, lo zhuyin o i furigana giapponesi.
Scrittura verticale竖排
Testo composto in colonne che vanno dall’alto in basso e si leggono da destra a sinistra, come nei romanzi giapponesi e in molti libri taiwanesi e cinesi classici.
Segno dei nomi propri专名号
Linea dritta sotto un nome di persona o di luogo (accanto, nel testo verticale), che si trova nelle edizioni classiche e taiwanesi.
Segno dei titoli书名号
I segni che racchiudono il titolo di un libro o di un articolo: 《》 nel testo moderno della Cina continentale, o una linea ondulata sotto il titolo nelle edizioni classiche e taiwanesi.
Spaziatura han–latino中西文间距
Bianco di un quarto di em inserito tra un carattere han e una lettera o una cifra latina accanto, come in 1999 年.
Spazio ideografico全角空格
Bianco largo un em (U+3000), la larghezza di un carattere han, usato per i rientri e dopo i numeri di capitolo.
Stile kaiming开明式
Stile di punteggiatura che compone i segni di pausa (、,) a mezza larghezza e i punti fermi (。) a larghezza piena, un compromesso tra composizione a larghezza piena e a mezza larghezza.
Tate-chū-yoko纵中横
Comporre un numero breve o una sigla di traverso rispetto alla colonna, dritto in una sola cella, dentro un testo verticale. Il nome è giapponese, 縦中横, «orizzontale nel verticale».
Testatine sul margine esterno书口
Nei libri verticali, il titolo del capitolo e il folio composti lungo il margine esterno della pagina invece che di traverso in cima.
Warichu双行夹注
Nota composta su due righe a mezzo corpo all’interno della riga, la forma del commento nelle edizioni cinesi classiche e delle brevi glosse nei libri giapponesi. Il nome è giapponese, 割注.
Zhuyin (bopomofo)注音符号
Alfabeto fonetico del mandarino in uso a Taiwan (ㄅㄆㄇㄈ), composto in colonna accanto a ogni carattere.

Impaginazione giapponese

Bōchū傍注
Note laterali di un libro verticale: le note di una doppia pagina raccolte sul lato del taglio esterno della pagina sinistra, dopo l’ultima riga del testo. Sono quelle che interrompono meno la lettura, anche se le note di chiusura sono più comuni.
Bōsen傍線
Linea tracciata accanto a un tratto di testo, alla sua destra nella scrittura verticale e sotto in quella orizzontale, per metterlo in risalto o segnalare un passaggio. Può essere singola, doppia, tratteggiata od ondulata.
Bōten (kenten)傍点・圏点
Segni posti accanto a ogni carattere per mettere in risalto una parola, l’equivalente giapponese del corsivo: di solito un punto a seme di sesamo (﹅), sopra ogni carattere nel testo orizzontale e alla sua destra in quello verticale. Il cinese mette i suoi punti di enfasi sotto il testo.
Bunko文庫
Il tascabile giapponese, in formato A6 (105 × 148 mm) e di solito composto in verticale: l’edizione economica che un romanzo riceve qualche anno dopo la prima (tankōbon).
Burasagariぶら下げ
Lasciare 、 o 。 appena oltre la fine di una riga piena invece di mandare a capo un carattere. I libri giapponesi lo fanno solo per questi segni (e per , e .), e solo quando altrimenti il segno inizierebbe la riga successiva.
Furigana振り仮名
Piccoli kana posti sopra i kanji (alla loro destra nel testo verticale) per indicarne la lettura: nei libri per bambini, sopra i caratteri rari e sopra i nomi. È l’uso giapponese del ruby.
Gaiji外字
Carattere che non fa parte dell’insieme di caratteri standard, come una variante rara di un kanji. I testi di Aozora Bunko descrivono ciascuno in una nota e ne danno la posizione in JIS X 0213 o il punto di codice Unicode, se ne ha uno.
Genkō yōshi原稿用紙
Carta giapponese da manoscritto con una griglia di quadretti, di solito 20 per 20, un carattere o un segno per quadretto. Le lunghezze si contano ancora in questi fogli da 400 caratteri.
Gyōdori行取り
Dimensionare un titolo in base alle righe del testo che occupa: un titolo composto 3行取り è centrato nello spazio di tre righe, così il testo che segue resta sulla griglia delle righe.
Hashira柱
La testatina di un libro giapponese: il titolo del libro, della parte o del capitolo composto in piccolo su un margine, spesso in una sola pagina di ogni doppia pagina.
Hiragana平仮名
I kana arrotondati. Scrivono le desinenze grammaticali e le particelle, le parole giapponesi senza kanji o con un kanji raro, e i furigana.
JIS X 4051日本語文書の組版方法
La norma industriale giapponese sulla composizione dei documenti in giapponese, pubblicata nel 1993 e rivista l’ultima volta nel 2004. JLReq descrive le stesse regole in inglese.
JLReq日本語組版処理の要件
Requirements for Japanese Text Layout, il documento del W3C, in giapponese e in inglese, che descrive come si compone il testo giapponese. Segue la JIS X 4051; la documentazione di Postext lo cita per sezione.
Kana仮名
I due sillabari giapponesi, hiragana e katakana, in cui ogni segno indica una sillaba. Il testo giapponese li mescola ai kanji.
Kana piccoli小書き仮名
I kana ridotti che si legano al segno che li precede: っ (sokuon) raddoppia la consonante successiva, ゃ ゅ ょ formano suoni contratti, ァ ィ ゥ ェ ォ servono a scrivere i prestiti. Il kinsoku rigido li tiene lontani dall’inizio della riga; nel testo verticale si collocano verso l’alto a destra della loro cella.
Kanji漢字
I caratteri cinesi come si scrivono in giapponese, mescolati ai kana nel testo corrente. Quasi tutti hanno una lettura giapponese (kun) e una o più letture prese dal cinese (on); 2.136 sono elencati per l’uso quotidiano (jōyō kanji).
Katakana片仮名
I kana spigolosi. Scrivono le parole prese da altre lingue (コーヒー, caffè), i nomi stranieri e le onomatopee, e a volte sostituiscono il corsivo per mettere in risalto una parola.
Kinsoku shori禁則処理
Le regole giapponesi di divisione in righe: parentesi di chiusura, 、 e 。, kana piccoli, ー e segni di ripetizione non possono iniziare una riga, e le parentesi di apertura non possono chiuderla. I libri seguono un insieme di regole rigido; i giornali uno più permissivo, che lascia iniziare una riga con i kana piccoli e con ー.
Kōchū後注
Note raccolte dopo il testo a cui appartengono: alla fine di un paragrafo, di una sezione, di un capitolo o del libro. Sono le note abituali dei libri verticali, dove le note a piè di pagina sono rare.
Kunten訓点・返り点
Segni di lettura aggiunti al cinese classico (kanbun) perché un lettore giapponese possa leggerlo nell’ordine giapponese. Nel testo verticale, i kaeriten (レ, 一, 二, 上, 下) in basso a sinistra di un carattere indicano dove tornare indietro, e gli okurigana in piccoli katakana in basso a destra aggiungono le desinenze giapponesi; i caratteri stessi non cambiano ordine.
Nombreノンブル
Il numero di pagina, nel gergo degli stampatori giapponesi, che l’hanno preso dal francese. Di solito è in cifre arabe, anche nei libri verticali; un folio composto in verticale usa i numerali in kanji (一, 二, 三).
Notazione Aozora Bunko青空文庫注記
Il markup in testo semplice di Aozora Bunko, la biblioteca giapponese online di libri fuori diritti: il ruby si scrive 漢字《かんじ》, e note tra [#…] richiedono segni di enfasi, rientri, titoli, interruzioni di pagina e caratteri fuori dall’insieme abituale.
Oikomi e oidashi追い込み・追い出し
I due modi per tenere un segno vietato lontano dall’inizio di una riga: l’oikomi stringe la riga perché il segno ci stia alla fine; l’oidashi manda a capo l’ultimo carattere della riga insieme al segno e spazia ciò che resta. JLReq preferisce l’oikomi.
Ordine gojūon五十音
L’ordine della tabella dei kana, あいうえお, かきくけこ e così via: una riga per consonante, cinque vocali per riga. I dizionari e gli indici giapponesi ordinano così, in base alla lettura in kana di ogni voce.
Rōmajiローマ字
Il giapponese scritto in lettere latine. I libri usano soprattutto la romanizzazione Hepburn, che segna le vocali lunghe con un macron: Tōkyō, Sōseki.
Ruby di composto (jukugo)熟語ルビ
Ruby per un composto di due o più kanji. Ogni lettura sta sopra il proprio kanji, una lettura più lunga può estendersi sul vicino nella stessa parola, e la parola può comunque andare a capo tra i suoi kanji a fine riga.
Ruby di gruppoグループルビ
Ruby la cui lettura appartiene all’intera parola e si distribuisce in modo uniforme su di essa, come per un nome o una parola con una lettura particolare (今日 letto きょう). La parola non va mai a capo.
Segno chōon長音符
Il segno di vocale lunga ー, usato soprattutto in katakana (コーヒー). Nel testo verticale ruota per seguire la colonna, e non può iniziare una riga.
Tankōbon単行本
Libro pubblicato come volume a sé, non in una rivista né in una collana tascabile: la prima edizione di un romanzo, più grande di un bunko (spesso 四六判, circa 127 × 188 mm), e i volumi raccolti di un manga.
Yakumono約物
La punteggiatura giapponese e gli altri segni: parentesi, 、 e 。, il punto mediano ・, trattini e puntini di sospensione. Quasi tutti occupano un em intero, metà glifo e metà bianco, ed è quel bianco che le regole di spaziatura comprimono o conservano.
Yomi読み
La lettura di una parola scritta in kanji, trascritta in kana. Un indice ordina le voci in kanji in base al loro yomi, e i furigana lo stampano sulla pagina.

Impaginazione araba

Baytبيت
Un verso della poesia araba classica, composto su una riga in due metà: la prima (ṣadr) a destra e la seconda (ʿajuz) a sinistra.
Emistichioشطر
Una metà di un verso. In una poesia araba ogni emistichio è composto su una stessa larghezza, così le lettere della rima si allineano lungo la pagina.
Harakatحركات
I segni vocalici arabi scritti sopra e sotto le lettere, come fatḥa, kasra e shadda. Un testo completamente vocalizzato richiede più interlinea.
Isolato
Tratto di testo ordinato a sé all’interno di un paragrafo di direzione opposta, che il paragrafo tratta come un unico carattere neutro. In Postext si scrive :ltr[…] o :rtl[…].
Kashidaكشيدة
Il prolungamento del legamento tra due lettere arabe unite, usato per allungare una riga giustificata invece di spaziarne le lettere. Postext lo inserisce come caratteri tatweel.
Naskhنسخ
La scrittura araba arrotondata dei libri, su cui si basano quasi tutti i caratteri da testo, come Amiri e Noto Naskh Arabic.
Numerali abjadأبجد
Numeri scritti con lettere arabe, ciascuna con un valore fisso (ا 1, ي 10, ق 100, غ 1000), che si sommano. I libri classici li usano per le pagine preliminari e per le date.
Tashkīlتشكيل
La vocalizzazione di un testo arabo, cioè l’insieme dei segni vocalici che porta. Un’edizione può stamparla per intero, in parte o per niente.
Tatweelتطويل
Il carattere arabo di allungamento (U+0640, ـ), un tratto di linea di base tra due lettere unite. Una serie di tatweel disegna una kashida.
Testo bidirezionale
Testo che mescola scritture da destra a sinistra, come l’arabo, con numeri e parole latine che si leggono da sinistra a destra. L’algoritmo bidirezionale di Unicode decide l’ordine dei pezzi su ogni riga.

Software e web

Albero virtuale del documento (VDT)
Il libro impaginato da Postext: ogni pagina, riga e glifo con la sua posizione, pronti perché un renderer li disegni.
Canvas
L’elemento HTML su cui una pagina web disegna pixel con JavaScript. La Sandbox vi mostra l’anteprima delle pagine.
Direttiva
L’estensione di Postext a Markdown per ciò che a Markdown manca, scritta con i due punti: :::callout per un riquadro, :ref[…] per un rimando.
Font variabile
Un solo file di font che contiene una gamma di pesi o di larghezze, scelti con un numero invece che con un file separato per ciascuno.
Frontmatter
Blocco di impostazioni in testa a un file, tra due righe di ---, come il titolo e l’autore di un capitolo. Da non confondere con le pagine preliminari di un libro (front matter in inglese).
Headless
Esecuzione senza una finestra visibile, per esempio per generare PDF su un server o in uno script.
IndexedDB
Database integrato nel browser. La Sandbox vi conserva i tuoi libri e le tue bozze, sul tuo dispositivo.
Markdown
Un modo di scrivere testo formattato in testo semplice: # per i titoli, * per l’enfasi, - per gli elenchi. Postext legge i capitoli dei libri scritti così.
OpenType
Il formato standard dei font, che può contenere funzioni come legature, maiuscoletto e forme verticali della punteggiatura.
Pacchetto (.postext)
Un unico file che raccoglie i capitoli, la configurazione, i font e le immagini di un libro, così si apre uguale ovunque.
PDF con tag
PDF che contiene un albero di struttura di titoli, paragrafi, elenchi e figure con testo alternativo, così i lettori di schermo possono leggerlo nell’ordine giusto.
Preset
Un libro già pronto nella Sandbox, con il suo progetto grafico e un testo di esempio, da cui partire o da studiare.
Renderer
La parte che disegna le pagine impaginate in un output: canvas, HTML o PDF. L’impaginazione è la stessa per tutti e tre.
Sandbox
L’editor di Postext nel browser: scrivi un libro, cambi il progetto grafico e vedi le pagine aggiornarsi.
Sottoinsieme di font
Copia di un font che conserva solo i caratteri usati da un documento, così il file è più leggero. I PDF incorporano sottoinsiemi.
Testo alternativo
Breve descrizione di un’immagine per chi non può vederla, letta ad alta voce dai lettori di schermo.
Vettoriale e raster
Un’immagine vettoriale è disegnata con forme e resta nitida a qualunque dimensione (SVG); un’immagine raster è una griglia di pixel (PNG, JPEG).
Web Worker
Script che il browser esegue in background, separato dalla pagina, perché un lavoro lungo come impaginare un libro non blocchi l’interfaccia.
WebAssembly (WASM)
Formato binario compatto che i browser eseguono a velocità quasi nativa, usato dalle librerie che richiedono calcoli pesanti, come la decompressione dei font.

Abbreviazioni

Nelle pagine della documentazione e delle ricette il primo uso di ciascuna è segnalato, e il suo scioglimento compare quando ci passi sopra con il puntatore. Questo elenco copre il resto del sito.

APA
American Psychological Association (uno stile di citazione)
API
interfaccia di programmazione delle applicazioni (application programming interface)
ASCII
American Standard Code for Information Interchange, codice standard americano per lo scambio di informazioni
AST
albero sintattico astratto (abstract syntax tree)
BCP
Best Current Practice (la BCP 47 definisce i tag di lingua)
CDN
rete per la distribuzione di contenuti (content delivery network)
CFF
Compact Font Format, formato compatto per i font
CJK
cinese, giapponese e coreano
CLDR
Common Locale Data Repository di Unicode, l’archivio dei dati locali
CLI
interfaccia a riga di comando (command-line interface)
clreq
Requirements for Chinese Text Layout, requisiti per l’impaginazione del testo cinese (W3C)
cm
centimetri
CMYK
ciano, magenta, giallo e nero, i quattro inchiostri della quadricromia
CORS
condivisione delle risorse tra origini diverse (cross-origin resource sharing)
CSS
Cascading Style Sheets, fogli di stile a cascata
CSV
valori separati da virgole (comma-separated values)
DIN
Deutsches Institut für Normung, l’ente di normazione tedesco
DOCX
documento Word (Office Open XML)
DOM
Document Object Model, l’albero con cui il browser rappresenta la pagina
DPI
punti per pollice (dots per inch)
e.g.
per esempio
EEA
Agenzia europea dell’ambiente (European Environment Agency)
EPUB
pubblicazione elettronica, il formato standard del libro digitale
ESM
moduli ECMAScript
GB/T
norma nazionale raccomandata della Cina (Guobiao tuijian)
GDP
prodotto interno lordo (gross domestic product)
GDPR
Regolamento generale sulla protezione dei dati (UE)
GFM
GitHub Flavored Markdown, la variante di Markdown di GitHub
GIF
Graphics Interchange Format, formato per lo scambio di immagini
GPU
processore grafico (graphics processing unit)
HTML
HyperText Markup Language, linguaggio di marcatura per ipertesti
HTTP
Hypertext Transfer Protocol, protocollo di trasferimento di ipertesti
i.e.
cioè
ICC
International Color Consortium (profili colore)
IDML
InDesign Markup Language, il formato di interscambio di InDesign
ISBN
International Standard Book Number, codice internazionale standard per i libri
JATS
Journal Article Tag Suite, il formato XML degli articoli scientifici
JIS
Japanese Industrial Standards, norme industriali giapponesi
JLREQ
Requirements for Japanese Text Layout, requisiti per l’impaginazione del testo giapponese (W3C)
JPEG
Joint Photographic Experts Group, il formato delle immagini fotografiche
JSON
JavaScript Object Notation, notazione a oggetti di JavaScript
JSX
JavaScript XML, la sintassi a tag di React
KLREQ
Requirements for Hangul Text Layout, requisiti per l’impaginazione del testo coreano (W3C)
KP
Knuth–Plass, l’algoritmo di divisione in righe
LLM
modello linguistico di grandi dimensioni (large language model)
MDX
Markdown con componenti JSX
MIT
Massachusetts Institute of Technology, da cui prende il nome la licenza MIT
mm
millimetri
npm
il registro dei pacchetti di Node.js e il suo client a riga di comando
OCR
riconoscimento ottico dei caratteri (optical character recognition)
ODT
documento di testo OpenDocument
OFL
SIL Open Font License, licenza libera per i font
OTF
file di font OpenType
PDF
Portable Document Format, formato di documento portabile
PDF/UA
PDF/Universal Accessibility, la norma ISO 14289 del PDF accessibile
PDF/X
la famiglia di norme ISO 15930 del PDF per lo scambio con la tipografia
PNG
Portable Network Graphics, formato di immagine senza perdita
PPTX
presentazione PowerPoint (Office Open XML)
pt
punti (1/72 di pollice)
px
pixel CSS
RAE
Real Academia Española, la Reale Accademia Spagnola
RGB
rosso, verde e blu, i canali di colore dello schermo
ROC
Repubblica di Cina (calendario Minguo)
SSR
rendering lato server (server-side rendering)
SVG
Scalable Vector Graphics, grafica vettoriale scalabile
TOC
indice (table of contents)
TSV
valori separati da tabulazioni (tab-separated values)
TTF
file di font TrueType
UAX
Unicode Standard Annex, allegato allo standard Unicode
UI
interfaccia utente
URI
Uniform Resource Identifier, identificatore uniforme di risorsa
URL
Uniform Resource Locator, un indirizzo web
UTC
tempo coordinato universale
VDT
Virtual Document Tree (albero virtuale del documento), il documento impaginato da Postext
W3C
World Wide Web Consortium, il consorzio che pubblica gli standard del web
WAI
Web Accessibility Initiative, l’iniziativa del W3C per l’accessibilità del web
WCAG
Web Content Accessibility Guidelines, linee guida per l’accessibilità dei contenuti web
WOFF
Web Open Font Format, formato di font per il web
WOFF2
Web Open Font Format 2, compresso con Brotli
WYSIWYG
what you see is what you get, «quello che vedi è quello che ottieni»
XMP
Extensible Metadata Platform, piattaforma estensibile per i metadati
YAML
YAML Ain't Markup Language, un formato di dati in testo semplice
ZIP
un formato di archivio compresso